L’editoria, fin dalla sua nascita ha come intento la produzione in serie di libri.
Si potrebbe pensare che la nascita dell’editoria corrisponda con la nascita della stampa a caratteri mobili e che, quindi, il primo editore in senso moderno sia stato Johann Gutenberg. In realtà Gutenberg è l’inventore della tipografia e il primo tipografo del mondo occidentale, ma non un editore nel senso pieno del termine.
Il primo vero editore, il fondatore dell’industria editoriale moderna, è Aldo Manuzio (Sermoneta o Bassiano 1449? – Venezia 5 febbraio 1515). Nel 1494 a Venezia egli inizia la sua attività di tipografo ed editore e, in breve, stampa e distribuisce un numero impressionante di opere in greco e latino.
Proprio la sua imprenditorialità sul libro, intorno al suo complesso processo di preparazione e non semplicemente sulla stampa, ne fa il precursore dell’editoria così come è intesa oggi. Egli incarna la funzione principale dell’editore: la creazione del libro come entità di contenuto, forma estetica e realizzazione materiale. Oltre lui, sono ben noti altri editori del Cinquecento, quali Nicolò d’Aristotele detto Zoppino o Francesco Marcolini da Forlì, anch’essi attivi a Venezia.
In realtà per trovare figure ben definite di editori, nell’Europa moderna, è necessario aspettare fino a quella fase di transizione che va (a seconda delle aree geografiche) dal 1790, con la Rivoluzione Francese, agli anni ‘40 dell’Ottocento.
L’editoria, è prima di tutto, un’attività culturale, basata sulla scelta e la cura dei contenuti creati da artisti, scienziati, filosofi… per portarli, trasformati in oggetto fisico (il libro appunto, ma anche l’articolo, il saggio, la recensione), fino all’utente finale: il lettore.
L’editore è quindi l’artefice della trasformazione della scrittura in un qualcosa di largamente fruibile.
Questa funzione creativo-culturale permette al pubblico, almeno teoricamente, di fruire di contenuti filtrati evitando di esporlo ad un’indiscriminata massa di materiale (il cosiddetto controllo editoriale o linea editoriale).
Col tempo questa funzione di discernimento dei contenuti è andata via via scemando (anche a causa della crisi delle vendite cartacee e della diffusione dei nuovi media) con un conseguente peggioramento della qualità.
Nel lavoro editoriale è coinvolta una catena di figure professionali provenienti da varie discipline.
Un elenco indicativo di queste figure, affiancate ma non sempre distinte da quella dell’editore, specie nelle piccole case editrici, potrebbe essere il seguente.
Un simile elenco dà anche la possibilità di offrire uno schema sintetico del processo editoriale in sé, ovvero del passaggio del documento dalla sua forma dattiloscritta, al suo arrivo nelle mani del lettore.
(Fonte: Wikipedia, l’enciclopedia libera)
